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La città si presenta nelle sue molteplici facce, tanto diverse quanto il numero delle persone che la abitano. Ogni abitante ha una propria geografia, propri percorsi, proprie esperienze percettive che creano relazioni estremamente individuali con lo spazio che lo circonda. Il territorio reale è prima di tutto il territorio percepito e al momento di descriverlo ogni soluzione tecnico-scientifica è inevitabilmente riduttiva.

Il parco, la strada, il quartiere, la piazza, lo spazio interstiziale acquisiscono valenze diverse a seconda del punto di vista dal quale vengono osservati. Se per un cittadino sono aree incognite, da riqualificare, scenario di stereotipi, per un altro significano casa, luogo d’incontro.

Da questo punto di partenza, Arianna Testino, Videotrope e Tri.p Group propongono un progetto per osservare e tentare di capire la città di Mestre dal suo interno, da chi la vive. Attraverso una logica partecipativa, si vuole produrre un database di materiali d’archivio prodotti in modo spontaneo, senza pretese estetiche o narrative, da rendere successivamente disponibile a chi vorrà osservare, interpretare, progettare la città.

La rete sarà la vera chiave del progetto, costruita non soltanto attraverso il contatto diretto con le varie realtà cittadine, ma anche con il coinvolgimento di soggetti singoli più svariati, raggiunti via web. Ogni soggetto sarà invitato a fornire qualsiasi tipologia di materiale che possa raccontare il luogo in cui vive, lavora, si muove, passa il tempo libero. Dal video realizzato con il cellulare alla fotografia, dal documentario autoprodotto all’audio, dalla raccolta di documenti alla ricerca di immagini prodotte in passato, ogni tipologia di materiale adatta a raccontare la città di Mestre verrà digitalizzata, archiviata e resa disponibile ad artisti, tecnici, ma anche alla popolazione di non “addetti ai lavori”.

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